L’Amore dura Meno della Marea

Oggi riflettevo su una cosa: La cosa stupida dei cuori disegnati sulla sabbia è che hanno già una data di scadenza incorporata. Un’onda. Un po’ di vento. Qualche bambino distratto. Un cane con scarsa sensibilità artistica...

Il Giorno in cui il Mondo si fece i Cazzi suoi

Ci sono giorni in cui esci di casa perché devi andare da qualche parte. Un appuntamento. Un lavoro. Una donna che probabilmente complicherà ulteriormente una vita già abbastanza incasinata. E poi ci sono giorni in cui esci soltanto perché non vuoi più rimanere dove sei. Quello era uno di quei giorni...

Con la Rabbia in Tasca

C'era un piccolo luna park acceso alle mie spalle, e davanti a me solo mare vuoto. Non una di quelle spiagge da cartolina, piena di ombrelloni colorati e musica a palla. Una città di mare piccola, quasi dimenticata, con uno stabilimento già chiuso per la sera e le sdraio allineate come soldati che aspettano un ordine che non arriverà più, almeno per oggi...

Domani Dagli Torto

Ci sono fotografie che chiedono di essere guardate. Questa pretende una deposizione. Un bagno abbandonato, una luce che non fa sconti e lo stesso uomo esposto due volte sul medesimo fotogramma. Fuori dallo specchio porta il disgusto sulle labbra. Dentro, invece, ride. Indica. Si diverte come uno stronzo seduto in prima fila durante il nostro peggior fallimento. Sembrano due persone...

Il Rock, le rughe e altre cattive abitudini

Amici, chi ha deciso che a una certa età bisogna abbassare il volume? Ci sono passioni che con il tempo scoloriscono come vecchie magliette dimenticate al sole. Altre, invece, si attaccano alla pelle, scendono dentro le rughe e continuano a bussare contro le costole. Questi quattro uomini appartengono alla seconda categoria: non stanno cercando di tornare giovani, perché non ne hanno alcun bisogno. Hanno ancora qualcosa da dire e preferiscono dirlo abbastanza forte da far tremare i vetri...

La città non dormiva – Georgia, capitolo 7

Il reparto vendite aprì prima che il sole fosse completamente morto. Ma per venti minuti Batumi non vendette niente. Non per scelta. Il sole aveva semplicemente preso possesso della vetrina. Scese sopra il Mar Nero con quella sfacciata competenza che possiedono soltanto le cose capaci di essere magnifiche senza un piano editoriale. Arancione....

Il mare non era un panorama – Georgia, capitolo 6

Dietro il cane c’era il mare. Non quello delle brochure. Quello vero. Freddo, largo, indifferente e pieno di persone che non stavano facendo niente di particolarmente utile. Dopo un mese a Batumi avevo capito che il mare possedeva almeno due vite. Nella prima era una vista...

I cani non sapevano di essere randagi – Georgia, capitolo 5

Il mercato chiudeva. Batumi no. I cani ancora meno. Erano già al loro posto. Sui marciapiedi. Davanti ai negozi. Sulle scalinate. Sotto le panchine. Sopra la spiaggia di pietre, con il mare davanti e nessuna particolare gratitudine per la vista....

Le fragole scadevano, i grattacieli no – Georgia, capitolo 4

Poi girai verso il mercato. Le fragole erano lì. Rosse. Lucide. Sistemate dentro piccole cassette con quella precisione che utilizziamo quando cerchiamo di convincere qualcuno che la natura possieda un reparto marketing. Accanto c’erano arance, mele, pomodori, banane, erbe, fiori e una quantità di plastica sufficiente a garantire che almeno l’imballaggio sarebbe sopravvissuto al cliente. Le fragole, invece, avevano fretta...

Dopo un mese fotografi chi aspetta l’autobus – Georgia, capitolo 3

All’inizio fotografi i monumenti. Dopo un mese fotografi una donna che aspetta l’autobus con due buste della spesa tra le ginocchia. È così che capisci che il viaggio sta funzionando. Oppure che hai definitivamente esaurito le attrazioni principali....

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