Quanto tempo passi a capire se qualcuno è sincero con te? E quanto sarebbe più semplice il mondo se, almeno ogni tanto, smettessimo tutti di recitare? Forse basta guardare un ragazzo giocare con il suo cane per ricordarsi che esiste ancora un modo di volersi bene senza calcoli, pose o secondi fini.
Il mondo è pieno di gente pronta ad azzannarsi per molto meno di uno sguardo leale.
Bulli da tastiera. Rabbia che cerca solo un pretesto per uscire.
Gente che scambia la cattiveria per forza, perché la gentilezza, quella vera, fa più paura di un pugno.
Poi c’è un ragazzo che tira uno stecco in un prato, e un cane che glielo riporta ogni volta, come se fosse la prima.
Non c’è calcolo, in quella scena. Nessuna convenienza, nessuna recita.
Il cane non finge di essere felice per la foto. Non modera l’entusiasmo per sembrare interessante.
Corre, salta, si butta contro le gambe del ragazzo con tutto il peso che ha — e se sbaglia il salto non se ne vergogna: riparte e basta.
È forse l’unica relazione rimasta dove nessuno recita una parte.
Con il suo cane, il ragazzo non deve dimostrare niente. Non deve essere abbastanza forte, abbastanza interessante, abbastanza qualcosa.
Deve solo esserci — e per il cane, è già tutto quello che serve.
Forse è per questo che fa impressione guardarli.
In un mondo che premia chi morde per primo, loro hanno scelto — o forse non hanno mai avuto bisogno di scegliere — la lealtà.
Dietro l’obiettivo, aspetto sempre lo stesso momento: quello in cui cade la maschera.
Di solito, quando succede, trovo stanchezza. O rabbia. O un dolore tenuto a bada.
Qui no. Qui, quando la maschera cade, sotto c’è soltanto un ragazzo che ride come rideva a otto anni.
Non serve altro.
Il mondo può anche continuare a mordersi da solo.
Loro, per fortuna, non hanno ancora imparato come si fa.